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Le paludi del Corno

BIOTOPO N. 4: PALUDI DEL CORNO

Provincia: Udine

Comuni interessati: Gonars; Porpetto
Numero carta regionale
1:10.000 : 087110
Numero carta regionale
1:5.000 : 087111
Altro riferimento
: SIC IT3320031
Superficie
: ha 51
D.P.G.R.
: n. 043/Pres. del 13.02.1998
BUR
: n. 15 del 15.04.1998

IL FIUME CORNO E LE ZONE UMIDE

 

Il nome
Questo nome, comune anche ad altri corsi d'acqua, deriva dal latino cornum 'corno', con allusione alla forma, ed è citato per la prima volta, per il territorio di Porpetto, in un diploma patriarcale del 13 luglio 1031: "... a flumine quod dicitur Cornium

Cenni storici

Insediamenti umani lungo il corso di questo fiume sono attestati sin dall'epoca preistorica, e, durante il periodo romano, probabilmente il Corno era usato per il trasporto di laterizi di alcune fornaci locali. Fino a poco tempo fa, nella parte più a nord, dove la pendenza è maggiore, erano in funzione dei mulini.

Ambiente fisico

Il suo bacino è situato nel cuore della bassa pianura orientale friulana, caratterizzata dal fenomeno particolare delle risorgive.
Le acque meteoriche, dopo essere state assorbite dai terreni grossolani dell'alta pianura, formati da ciottolame calcareo e dolomitico, riaffiorano in corrispondenza dei terreni argillosi impermeabili, lungo una linea che segna il confine fra la bassa e l'alta pianura, dando origine a quel meraviglioso ambiente naturale che sono le zone umide, e vengono chiamate "risorgive".
Dai fontanai, dai lamai, e dalle olle, si formano numerosi ruscelli dalla temperatura quasi costante, che, unendosi tra di loro, portano alla formazione dei fiumi di risorgiva. E' così che nascono il fiume Corno ed i suoi affluenti Corgnolizza ed Avenale.
Contrariamente ai fiumi pluviali, il Corno ha una portata quasi costante, perché essa dipende essenzialmente dalla falda freatica e non dalle piogge. L'andamento del suo corso è meandriforme, le acque sono quasi limpide per la scarsa presenza di materiale in sospensione.
Da una ricerca effettuata nell'agosto del 1987 risulta che la massima profondità dell'alveo del Corno, nel territorio comunale, è di metri 5,20.
Di particolare interesse è la presenza di boschetti ripariali lungo quasi tutto il corso del fiume.

Ecologia

Pur in presenza di fonti inquinanti di ogni tipo, il fiume Corno appare sofferente ma non malato. Da un lato sono scomparse alcune specie animali come la lontra e il temolo, dall'altro la presenza di piante spia, come il crescione, indicano che non tutto è perduto.

 

DPG n. 043 del 13 febbraio 1998
Legge regionale 42/1996, articolo 4 - Individuazione del biotopo "Paludi del Corno".

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

VISTA la legge regionale 30 settembre 1996, n. 42 «Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali»;
VISTI, in particolare, gli articoli 1 e 4 della suddetta legge che prevedono l'individuazione di biotopi naturali in aree di limitata estensione territoriale caratterizzate da emergenze naturalistiche di grande interesse e che corrono il rischio di distruzione e scomparsa;
VISTE la relazione tecnico-scientifica di data 4 luglio 1997 e la relazione istruttoria di data 7 luglio 1997 a Firma del Direttore sostituto del Servizio della conservazione della natura dott. Rolando Marini, relative al l'individuazione del biotopo naturale «Paludi del Corno», corredate da relativa cartografia per la precisa individuazione del perimetro del biotopo;
PRESO ATTO del parere vincolante n. 8 espresso dal Comitato tecnico-scientifico per le aree naturali protette nella seduta di data 16 luglio 1997;
VISTA la nota prot. n. 2017 di data 18 luglio 1997, a firma dell'Assessore regionale ai parchi, con la quale viene richiesto ai Comuni di Gonars e Porpetto il parere previsto dal primo comma dell'articolo 4 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42;
PRESO ATTO del parere favorevole espresso dal l'Amministrazione comunale di Gonars con deliberazione di Giunta comunale n. 291 del 29 luglio 1997;
PRESO ATTO del parere favorevole espresso dal l'Amministrazione comunale di Porpetto con deliberazione di Giunta comunale n. 262 dell'11 settembre 1997;
CONSTATATO che detto parere favorevole è condizionato al fatto che la normativa a tutela dei valori naturali del biotopo non ponga dei limiti alle attività ittiche e venatorie ammesse dalla specifica normativa vigente ed alle attività agricole attualmente praticate;
CONSIDERATO che il disposto degli articoli 4 e 12 della normativa di tutela dei valori naturali del biotopo, allegata alla presente deliberazione, garantisce quanto richiesto dall'Amministrazione comunale di Porpetto;
ACCERTATO che l'area delle Paludi del Corno è caratterizzata da emergenze naturalistiche di grande interesse e che corrono il rischio di distruzione e scomparsa;
ACCERTATA la presenza nel sito di habitat naturali e di specie animali e vegetali di interesse comunitario ai sensi della direttiva 92/43/CEE;
ACCERTATA la presenza nel sito di specie botaniche inserite nella Lista rossa per l'Italia delle entità a rischio di estinzione;
CONSIDERATO che sussistono le condizioni di cui al punto d) del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42;
CONSIDERATO che l'area delle Paludi del Corno contribuisce in maniera significativa al mantenimento della biodiversità all'interno del territorio regionale;
PRESO ATTO che il Servizio della conservazione della natura ha predisposto lo schema della normativa necessaria alla tutela dei valori naturali individuati e le modalità di gestione del biotopo, secondo le direttive dettate dal Comitato tecnico-scientifico;
RITENUTO pertanto di individuare un biotopo naturale nell'area delle Paludi del Corno ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42;
SU CONFORME deliberazione della Giunta regionale n. 46 del 16 gennaio 1998;

DECRETA

Articolo 1

individuato il biotopo naturale "Paludi del Corno", secondo il perimetro indicato nella cartografia allegata sub 1), quale parte integrante del presente decreto.

Articolo 2

Sono approvate la normativa necessaria alla tutela dei valori naturali individuati e le modalità di gestione del biotopo come previsto nel documento allegato sub 2), predisposto dal Servizio della conservazione della natura, quale parte integrante del presente decreto.

Il presente decreto verrà inviato alla Corte dei conti per la registrazione e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.

Trieste, 13 febbraio 1998
CRUDER

Normativa

Allegato Descrizione

norme-corno