| AMBIENTE NATURALE DEL TERRITORIO DI PORPETTO
Il territorio del comune ha una superficie di
19 kmq ed è situato nel cuore della bassa pianura orientale
friulana,
a circa 10 m sul livello del mare. La pianura friulana, compresa
tra Tagliamento e Isonzo, è divisa in alta e bassa, secondo
una linea di separazione immaginaria, che va da Sagrado a Polcenigo,
attraverso Palmanova, Codroipo e Casarsa. Fino all'era Terziaria
era un'ampia insenatura occupata dal mare. Nelle epoche successive,
sopra l'antico basamento, vennero a depositarsi enormi quantità
di massi e detriti portati dalle fiumane in seguito allo scioglimento
dei ghiacciai. La bassa pianura è perciò caratterizzata
da depositi sabbioso-argillosi, ed è attraversata da fiumi
a regime costante. La risorgenza della falda freatica dà
luogo a numerose polle d'acqua, fontanai e "olle" di
risorgiva, che punteggiano i prati umidi e costituiscono un fenomeno
particolare di queste terre.
Il comune di Porpetto, con Castello, Corgnolo
e Pampaluna, è sorto, quindi, in un luogo circondato da
paludi che conservano gli antichi toponimi: a Castello "il
Rocjòn" e "i Cembris", a Porpetto
"li Fraghis", a Corgnolo "il Paloâr",
da dove nasce la roggia Corgnolizza (Curgnulizze). L'altro
fiume è il Corno (Cuâr), che nasce a Gonars,
passa per le paludi di Castello, entra a Porpetto e lo divide
in due: "bande di cà" e "bande
di là"; arriva a Chiarisacco, forma il porto fluviale
di Porto Nogaro e sfocia nella laguna di Marano in confluenza
con l'Aussa. Il secondo affluente del Corno è l'Avenale
(Avenâl = "sorgente, vena d'acqua"), mentre
lo Zumello (Zumiél, dal latino gemellus "dacché
scorre quasi parallelo ad un corso d'acqua") e lo Zellina
(Zeline, cfr. lo sloveno célina "terreno incolto")
lambiscono i confini del Comune rispettivamente ad est e ad ovest.
Sono presenti alcuni lembi di bosco planiziale (bosco Sgobitta
e altri), residui dell'antica "Silva Lupanica",
che hanno come pianta dominante, in questo territorio, la quercia
(rôl).
Le abitazioni sono fornite di pozzi artesiani, dove l'acqua sgorga
fresca e pura.
Le paludi sono sempre state considerate da tutti luoghi di malaria,
terreni improduttivi, zona da bonificare. Attualmente il loro
ruolo è stato rivalutato, sia dal punto di vista paesaggistico
che naturalistico ed economico. La presenza e la salvaguardia
di questi ambienti è di una importanza fondamentale per
la produzione di notevole materiale organico, indispensabile per
il vicino ecosistema lagunare, la sopravvivenza di antagonisti
biologici di molti parassiti, la depurazione ambientale, la mitigazione
del clima, l'eccezionale particolarità della flora e della
fauna.
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