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Toponimo Porpetto, in friulano Porpêt
Significato del nome: l'etimologia più accreditata fa derivare
il nome dal latino populus 'pioppo' con suffisso collettivo
-etu, attraverso *polpetu-, per la presenza di pioppete
sul territorio.
Il toponimo "Porpedo" è attestato per
la prima volta in un atto notarile datato 16 dicembre 1186,
conservato nell'archivio Frangipane.
Preistoria e Protostoria
Le prime tracce di antropizzazione nel territorio di Porpetto
risalgono al periodo neolitico, come testimonia il
ritrovamento di asce in pietra; e la vicinanza di percorsi fluviali
lungo Corno e Zellina certamente favorì la continuità
insediativa.
Scavi effettuati tra il 1986 ed il 1988, infatti, hanno portato
alla luce i resti di un ampio abitato costituito da una palizzata
e da abbondante materiale ceramico di età protostorica
(tardo bronzo medio-primo bronzo recente, corrispondenti ca. agli
anni 1300-1150 a.C).
Successivamente si sono rinvenuti dei lingotti a piccone di materiale
grezzo in lega di rame, attribuibili all'età del bronzo
finale, a conferma del fatto che Porpetto era un importante centro
per la lavorazione e lo scambio del rame proveniente dall'arco
alpino. La scoperta di un 'ripostiglio' con asce di ferro,
cuspidi di lancia, un coltello, un morso di cavallo, un passante
da cintura e due fibule, appartenenti probabilmente ad un capitano
ed al suo drappello, ha indicato presenze sul territorio anche
nell'età del ferro (ca. 700 a.C.).
Periodo
romano
Dopo l'insediamento di Veneti ed Illiri, cui si
sovrapposero, nel VII sec., i Celti, nel 181 a.C
l'agro aquileiese, comprendente anche il territorio di
Porpetto, venne distribuito ai coloni latini. Ciò è
confermato dai ritrovamenti "in loco": embrici e mattoni
romani vicino al Corno, tesserine di mosaico, tegoloni bollati
con marchi diversi e monete, daghe e punte di frecce. Sono state
rinvenute anche monete in rame che vanno dal 50 d.C. al
tardo Impero. Di qui passava la strada vicinale che congiungeva
la via Annia, e di conseguenza Aquileia e Concordia, con
la Stradalta e quindi l'Isonzo.
Dall'inizio delle invasioni al mille
Ben presto il territorio fu preda delle scorrerie barbariche capeggiate
da Alarico (409), da Attila (450), Odoacre,
Teodorico e Narsete, sinché non si istituì
il Ducato Longobardo, che durò per ben due secoli.
Nel 776 i Franchi di Carlo Magno si sostituirono
alla dominazione longobarda, e regnarono in pace sino al 900,
quando sopravvennero le orde degli Ungheri a depredare
e saccheggiare senza pietà, per tutto il X sec., la pianura
friulana fra Torre e Tagliamento, tanto che la Stradalta venne
denominata "Strata Hungarorum".
Fu grazie a Berengario I e II, ed agli Ottoni, che
cominciò la ricostruzione del Friuli. Nel 967, infatti
l'imperatore Ottone donò le "duae sorores",
una palude tra Porpetto e S. Giorgio, con tutto il territorio
tra questa, il Livenza e la Stradalta, al patriarca Rodoaldo,
perché lo custodisse contro le incursioni barbare.
Periodo medievale: la Pieve
Pur non conoscendo la data della sua costituzione, si può
affermare che la Pieve fu a Porpetto per tutto il periodo medievale,
come risulta con certezza da un documento del 1247. Della
Pieve facevano parte, oltre alle due "ville"
di S.Giorgio e Gonars, citate in un atto del patriarca Poppo datato
1031, anche quelle di Corgnolo, Bando, Pampaluna, Carisacco,
Malisana, Villa Nova, Zucola, Nogaro, Fauglis, Furnello, Zuino
e Castel Porpetto
Dal 1300 al 1500: la Serenissima
Nel 1351 il castello di Porpetto venne distrutto
dalle forze patriarcali ma nel 1420, quando tutto il Friuli
passò sotto il dominio della Serenissima, anche
la potenza del Patriarcato aquileiese vide il tramonto.
La nuova dominazione pose fine alle lotte tra nobili friulani,
impero d'Austria, re d'Ungheria, principi istriani e boemi ed
il conte di Gorizia, ma attirò, nel 1477, le orde
turchesche che devastarono tutti i villaggi del basso Friuli,
e non risparmiarono neanche Porpetto.
(segue...)
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