pagina 2 di 2  |
Dal 1500 al 1700: Venezia e l'Austria
Con il trattato di Worms (1523 ma applicato nel 1546),
il feudo di Castel-Porpetto passò sotto il dominio
austriaco; Corgnolo e Pampaluna rimasero in territorio veneto.
Riconquistato da Venezia nel 1615, due anni dopo dovette
essere reso all'Austria, ma i veneziani demolirono il nuovo castello
e riutilizzarono il materiale per la Fortezza di Palma. Una testimonianza
del 1681 mostra come il paese fosse ancora diviso in due
parti ben distinte.
Periodo napoleonico ed austriaco
Nel 1797 Napoleone giunse in Friuli per la prima
volta, infierendo sulla già precaria situazione economica
del luogo e, quando vi ritornò, nel 1805, riorganizzò
il territorio in distretti, cantoni e comuni. Porpetto andò
a far parte del dipartimento di Passariano,del distretto del Torre,
del cantone di Palma; Corgnolo venne elevato a municipalità
con consiglieri propri.
Dopo il dominio napoleonico, Porpetto entrò a far parte
del regno Lombardo-Veneto, che pretese un dettagliato censimento
della popolazione residente e dei fabbricati. Ricominciò
in questi anni una lieve ripresa: nel 1833 venne istituita
la scuola elementare ed una condotta per il medico comunale.
Dal 1866 alla prima guerra mondiale
Nel 1866 il generale Cadorna e le sue truppe stazionarono
anche a Porpetto e nello stesso anno il plebiscito, che vide annettere
questo territorio all'Italia, diede il nome a Piazza del Plebiscito,
la piazza principale del paese. L'economia, prevalentemente agricola,
non dava grandi mezzi di sussistenza alla popolazione, vessata
anche dall'imposta diretta. Dilagò così la piaga
dei furti campestri e del contrabbando, cui si affiancò
quella della pellagra.
L'emigrazione fornì una valvola di sfogo, ma la presenza
in loco di terreno particolarmente argilloso, favorì la
creazione di ben 4 fornaci (l'ultima a spegnersi, nel 1966,
è stata la fornace della Foredana), il cui prodotto riuscì
ad imporsi anche sul mercato estero. A Corgnolo, oltre al mulino
tradizionale, venne costruito un impianto con ruota idraulica
per la pilatura del riso coltivato nella zona. Queste attività
occupavano una decina di operai.
Allo scoppio della prima guerra mondiale Porpetto fu zona di retrovia
ed a Corgnolo fu costruita la "strada del milione"
per congiungersi alla statale Muzzana-Udine. Con la disfatta di
Caporetto quasi tutte le famiglie fuggirono dal paese;
in quei giorni andò persa anche gran parte dell'archivio
comunale, ma ben più gravi furono le perdite umane causate
dalla febbre spagnola del 1918.
Porpetto oggi
Attualmente il comune vive di un'economia prevalentemente agricola
ed artigianale. Infatti, la maggior parte delle imprese operanti
sul territorio è dedita alla produzione di granturco
ed altri cereali, soia, ed ortofrutta, in
particolare mele, pesche e uva.
Recentemente una delle aziende agricole ha dato l'avvio all'attività
agrituristica. Importante anche il settore dell'allevamento
di animali da cortile e dell'allevamento di trote.
L'apicoltura, a conduzione familiare, consente la produzione
di miele, in particolare di acacia, che ha ottenuto l'attestato
di 'ottimo' alla Mostra Internazionale "Mieli senza
confini" di Austria-Italia-Slovenia nel 2001.
Nel campo dell'artigianato operano piccole realtà, in particolare
falegnamerie, mentre nel settore commerciale ha assunto
particolare rilievo il ramo abbigliamento. Alla mancanza
di industrie in loco, sopperisce la vicinanza della zona industriale
Aussa-Corno.
Porpetto è un nodo di passaggio di autoveicoli per la presenza
del casello autostradale della A4, (Venezia-Trieste-Udine) in
località Villalta; tale svincolo viene utilizzato soprattutto
dai mezzi che trasportano merci nella direttrice della zona
industriale di S. Giorgio di Nogaro e verso Marano Lagunare.
Il territorio è attraversato anche da due strade provinciali.
La posizione di Porpetto, e la buona viabilità, possono
offrire ai turisti la possibilità di visitare la fortezza
di Palmanova (Km. 9), oppure di arrivare fino alla Laguna
di Marano, o di recarsi ad Aquileia, distante appena
una ventina di chilometri.
(... precedente)
|